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Il Piano Casa della Regione Lazio

Il Piano Casa della Regione Lazio

Il villino di via Ticino, l'edificio di viale XXI Aprile, la palazzina in piazza Caprera sono i primi di tanti casi che, pur essendo diversi per la specificità dei singoli interventi, hanno però un unico motore ovvero il disastroso Piano Casa della Regione Lazio: sono così evidenti a tutti i gravi effetti della legge regionale nel suo divenire concreta trasformazione del territorio.

Un Piano Casa che, se possibile, è stato peggiorato con le modifiche apportate dalla Giunta Zingaretti. Una legge che non ha nulla a che vedere con il recupero urbano e la città ma ne ha invece con la sostituzione edilizia e una certa idea di crescita economica, cosa ben diversa.

Questa Amministrazione, come sempre, continua a lavorare e cerca di ampliare il più possibile i propri strumenti per il bene e la tutela di questa città, proseguendo inoltre nel monitoraggio e nella verifica capillare dei permessi a costruire che vengono richiesti tenendo ben presente la diversità dei luoghi.

Nel caso di piazza Caprera, l’edificio non è vincolato con un vincolo specifico nella Carta della Qualità dove invece è definita la tutela morfologica del tessuto complessivo dell’area. Il Dipartimento, una volta recepiti tutti i necessari pareri favorevoli, e ribadisco tutti, ha l’obbligo di rilasciare il permesso richiesto a norma di legge.

Una legge che di fatto permette di andare in deroga agli strumenti nelle mani del Campidoglio.

Mi piacerebbe che si potesse discutere nel merito delle trasformazioni necessarie, delle azioni virtuose e di quelle meramente speculative derivate da una legge che muove da presupposti di rilancio dell'economia e non di trasformazione della città e che si smettesse di strumentalizzare Roma a servizio di battaglie che non riguardano il bene della città e dei suoi cittadini.

I modelli speculativi che hanno portato a uno stock immobiliare invenduto di dimensioni impressionanti non funzionano più. È ora di stabilire un nuovo patto tra interesse pubblico e investimento privato ed è necessario per tutte le parti capire che l'interesse pubblico deve guidare le trasformazioni anche per interesse degli stessi privati.

La qualità è un dato scomparso dalle trasformazioni e oggi in tutta Europa è il dato che permette di rilanciare le città attraverso la vera rigenerazione di intere aree che hanno bisogno di essere trasformate perché nascono da modelli di vita, economici e di crescita che oggi non hanno più senso.

E' necessario riaprire un dibattito che guardi al ruolo che le trasformazioni hanno oggi, nella condizione attuale e quali siano gli strumenti perché pubblico e privati lavorino per un obiettivo comune che salvaguardi gli investimenti giusti e gli interessi della città e dei suoi cittadini.


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Ultima modifica ilMercoledì, 31 Gennaio 2018 13:55
Fonte Comune di Roma

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